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In provincia continua a tenere banco il dibattito sull'emergenza droga. Quasta volta, per conto della comunità di recupero Pars, prende la parola Luca Doria. "In questi giorni - afferma - tanto si parla del ruolo delle istituzioni pubbliche e private in merito alla prevenzione e cura dello sballo. Il giudizio di fondo che emerge è condivisibile: le famiglie dei giovani devono essere formate e informate, devono formarsi e informarsi. Quando la tragedia della droga o anche solo la cultura dello sballo entra dentro le nostre case si soffre: tutti, figli e genitori. La prevenzione gioca un ruolo da protagonista all'interno del nucleo familiare. E' importante rendere tutti consapevoli che l'uso di droga o l'abuso di alcool è una tragedia umana, che le dipendenze sono una tragedia umana, prima che si arrivi allo sfascio delle nuove generazioni. Se ci si vuole impegnare in questo campo, è sbagliato dire, come ha detto Gaetano Angeletti della Rondinella, che quello che fanno altri come i Sert non serve a niente; è un messaggio negativo e distruttivo, che scoraggia chi vorrebbe uscire dalla droga e non sa a chi rivolgersi. L'impegno di tutti deve essere propositivo e costruttivo, altrimenti fa più danni di quelli che già ci sono, i ragazzi e le famiglie vengono disorientati e disinformati. Quello che noi abbiamo imparato lavorando da vent'anni nel settore, per 24 ore al giorno, e non solo nel tempo libero, è che solo l'unità fa la forza nel recupero come nella prevenzione. L'unità fra pubblico e privato-sociale è preziosa: tutto si può migliorare, ma chi critica solo per mettere in cattiva luce gli altri ed esaltare se stesso, fa solo danni. Le nostre comunità lavorano insieme agli operatori pubblici, sia con le famiglie, sia con i ragazzi: ne abbiamo tirati fuori dalla droga a centinaia in questi anni. Il lavoro di prevenzione è fondamentale, nelle scuole come nei vai ambienti sociali, unendo tutte le risorse pubbliche e private che vogliono e sanno lavorare insieme per unire e non per dividere."
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