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La cooperativa Sociale PARS è presente all'interno di TG2 Storie, settimanale di approfondimento del TG2 con un servizio a cura di Lucio Brunelli. Clicca sull'immagine per visualizzare il filmato.

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CORRIERE ADRIATICO - "Un argine contro la droga" PDF Stampa E-mail

di Emanuele Pagnanini

Civitanova - La giornata mondiale per la lotta alla droga (si celebra il 26 giugno) è la più importante delle ricorrenze per chi è sempre in prima linea. Come la cooperativa sociale PARS, che ha più o meno la stessa età dell'istituzione di questa data: da 25 anni per la Giornata, 21 la Pars, nata nel 1990 a Civitanova. Un vero e proprio punto di riferimento nelle marche che non è frutto di un progetto studiato a tavolino, bensì della necessità di rispondere ad un'esigenza. A spiegarlo è Josè Berdini, ...

responsabile dei centri terapeutici della Pars ma anche vera e propria anima della cooperativa. "Sulla spinta di Don Gelmini, fondatore della Comunità incontro, e di Don Luigi Giussani, io e la famiglia di Giorgio Torresetti abbiamo accolto due giovani in difficoltà. Da qui è nata la Pars che ha tenuto intatta la sua principale finalità: accogliere i giovani e salvarli non solo dalle dipendenze ma, più in generale, dal male di vivere". Oggi la Pars raggruppa più realtà operative su tre sedi: Civitanova, Corridonia e Recanati. I collaboratori attivi sono 150, tra cui figure professionali specializzate nella cura, nella prevenzione, nella formazione e anche nel lavoro. La Pars ha fondato la cooperativa Koinonia per servizi e lavori sul verde e su piccoli restauri. Si occupa anche dei servizi cimiteriali a Civitanova Alta. C'è poi il Villaggio San Michele Arcangelo a Corridonia. "Un'esperienza unica in Italia - continua Josè Berdini - con quattro famiglie che vivono in comunione con i ragazzi usciti dalla droga o in affido. Inoltre gestisce terreni per la produzione di frutta biologica in collaborazione con l'Università di Ancona. Attorno al villaggio sono sorte attività d'impresa. Questo per rilanciare le vere esperienze della vita". Sono 70 le persone in assistenza residenziale, con un percorso certificato Iso. L'80% riesce ad uscire dal tunnel. Dall'assistenza medica e psicologica, a quella educativa. Tra le collaborazioni della Pars, anche quella con la scuola Liviabella per la musicoterapia. "Per il futuro continueremo a stare vicino a chi ha bisogno, richiamando sia noi che loro alla verità della vita. Purtroppo anche dal mondo istituzionale si tende sempre a sminuire il problema, pensando che si possa convivere con la droga. Ogni ipotesi di liberalizzazione va in questo senso. Provocatoriamente, dico che l'unico scopo è far cassa, sostituendo lo stato allo spacciatore. Perché non c'è nessun altra motivazione educativa o sociale". Dopo più di 20 anni di attività, per Josè Berdini qualcosa è cambiato in questo microcosmo delle dipendenze. "C'è stato un pericoloso sdoganamento del problema. Al tossico emarginato è subentrato un uso che troppo spesso si considera compatibile con la vita di tutti i gironi. Invece un tiro di coca o l'abuso di alcool, droghe leggere comprese, risponde sempre ad un problema. Deve emergere che la 'cultura' dello sballo è perdente. Sempre. Attualmente alla diagnosi di abuso di droghe si associa sempre di più il disturbo psichico. Se non preso in tempo, le famiglie (che non vanno massacrate dai sensi di colpa che non hanno) si ritrovano con il depresso cronico da curare solo farmacologicamente."