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Corridonia - San Michele Arcangelo, sospeso sulle colline della campagna di Corridonia, è la comunità - ponte fra la vita incatenata a una dipendenza (da sostanze stupefacenti, alcol, cibo o psicofarmaci) e la vita reale, la libertà. E' la comunità dove la Cooperativa PARS, con l'aiuto del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell'Asur 9 (il Sert), riporta alla vita, da quattro anni, quanti vogliono uscire dalla droga, e non solo. Un luogo fondamentale per molte esistenze: qui arrivano, dopo due anni di riabilitazione e cure psichiatriche nelle comunità di Civitanova Marche e Corridonia, le persone che si trovano nel delicato momento del reinserimento nel mondo del lavoro. A traghettarli in questa esperienza sono Josè Berdini e Gianni Giuli, rispettivamente responsabile della PARS e direttore del Sert. "Nel 2007 è aumentato il numero di coloro che abusano di sostanze, tutte, soprattutto fra i giovani sotto i 22 anni - ci racconta Berdini - e l'eroina fa sempre da padrona: fino a tre anni fa la fumavano, oggi se la iniettano in vena. Ora avremo, e stiamo avendo, la crescita dei problemi psichiatrici, dalle depressioni gravi alle psicosi. Questo è dovuto ai policonsumi, all'abbassamento dell'età (sono molti i ragazzi che a 12 anni già abusano di droghe o alcol), e alla debolezza strutturale dei ragazzi, dovuta anche ai genitori che non danno fondamenti". E sono sempre di più quelli che entrano in comunità appena maggiorenni. "Da agosto a oggi sono arrivati 20 giovani tra i 18 e i 21 anni. In questo momento ospitiamo in tutto 70 perone e offriamo consulenza ad altre 50". Qui a San Michele Arcangelo i ragazzi fanno i muratori, lavorano i 16 ettari di campi perfetti, si prendono cura dei 700 ulivi e dei 1000 alberi da frutto, custodiscono i cavalli, allevano maiali. Possono anche dedicarsi al teatro, allo studio o ai loro piaceri. Poi c'è la musica, che si respira in ogni angolo di queste vechhie case ristrutturate, tra i pianofrit a coda e i sassofoni, dove vivono diverse famiglie, con i propri figli e altri 10 bimbi in affido. Proprio qui, dove si respira aria di "comunità", avviene l'apparentamento con la realtà. "Paghiamo anni di arrendevolezza e superficialità del mondo adulto, che non ha educato i figli ad affrontare i problemi, e di chi ci ha governato - conclude Berdini - Quello delle dipendenze è un problema serio, che ha bisogno di più risorse, sia per gli enti pubblici che per quelli accreditati come noi. Non solo, è un problema talmente serio che va affrontato nei luoghi giusti. Diffidate dalle associazioni che promettono subito cose miracolose o soluzioni affrettate. C'è il rischio di aggiungere disperazione a disperazione".
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