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La cooperativa Sociale PARS è presente all'interno di TG2 Storie, settimanale di approfondimento del TG2 con un servizio a cura di Lucio Brunelli. Clicca sull'immagine per visualizzare il filmato.

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LA VOCE DELLE MARCHE - L'abuso di alcol tra giovani PDF Stampa E-mail

Il problema dell'eccessivo consumo di alcol tra i giovani è una realtà da combattere. La Cooperativa Sociale PARS (Prevenzione Assistenza Reinserimento Sociale), oramai da diversi anni, si è attivata in questo senso ottenendo risultati positivi. Uno dei progetti volti a contrastare la pessima abitudine di passare serate all'insegna dell'alcol è U.M.T.: Unità Mobile Territoriale "Alza la testa e... non il gomito". Si tratta di un progetto di prevenzione e promozione della salute tra i giovani ideato e realizzato dal Servizio Tossicodipendenti della Zona Territoriale Asur 8 e gestito dalla PARS. Questo progetto vede coinvolti gli operatori di strada e il cosiddetto "popolo della notte", i ragazzi, cioè, che frequentano luoghi di aggregazione giovanili e locali notturni. Tale progetto è stato avviato nel 2004 e tutt'oggi riscontra risultati più che soddisfacenti. L'obiettivo è quello di essere presenti tra i giovani proprio nei luoghi di divertimento del territorio, in particolare nei comuni di Civitanova Marche, Porto Potenza Picena, Recanati e Porto Recanati e, in generale, nella zona costiera dove si concentrano i ragazzi durante il fine settimana. La somministrazione del test ha prodotto richiamo, generando curiosità nei confronti dello stand dell'U.M.T. ed è stato motivo di aggancio per instaurare un ponte di comunicazione ed informazione sui rischi del bere. Ciò ha permesso anche di promuovere servizi destinati a questo tipo di problematiche. Uno degli scopi principali è quello di far realizzare e far comprendere ai ragazzi che si sottopongono al test il loro stato in relazione all'alcol ingerito durante la serata.
La realizzazione di tale progetto avviene attraverso le seguenti fasi:
- gli operatori dell'U.M.T. si posizionano fuori dai pubs o dalle discoteche, allestiscono gli spazi e attendono l'arrivo dei primi ragazzi;
- li agganciano attraverso la relazione "tra pari" (gli operatori U.M.T. sono ragazzi come loro!):
- si distribuisce materiale informativo e gadgets sui rischi dell'abuso di sostanze stupefacenti all'interno della discoteca;
- si propone di compilare delle schede "contatto" anonime per capire cosa hanno bevuto, da quanto tempo e se sono in grado di mettersi alla guida;
- si propone di sottoporsi alla prova etilometrica (controllo del tasso alcolico) prima di guidare: in caso di elevato riscontro di alcol gli operatori trattengono un po' di tempo il ragazzo.
Per capire il fenomeno della crescita dell'alcolismo è opportuno fare alcune considerazioni in merito. L'alcol gode di accettazione sociale, di familiarità e popolarità legate alla cultura italiana del bere. Una cultura mediterranea che, fino a un decennio fa, poneva il consumo di vino come componente inseparabile dell'alimentazione. Oggi si può affermare senza ombra di dubbio che, a fronte delle modificate abitudini e modelli di consumo e della più ampia disponibilità ed offerta di bevande alcoliche, i giovani hanno adottato modelli di consumo che separano il bere dalla ritualità dei pasti. I ragazzi hanno trasformato il significato originale in un valore comportamentale, legato all'abuso dell'alcol, in funzione degli effetti che esso è in grado di esercitare sulle performance personali. Alla luce di questa mentalità risulta ancora più significativo l'intervento del progetto dell'U.M.T. Per monitorare i risultati sono state raccolte le riflessioni dei ragazzi dall'avvio del progetto, nel 2004, ad oggi. I giudizi emersi sono stati caratterizzati dai consensi. Nel complesso sono stati raggiunti gli obiettivi che erano stati prefissati. Molti hanno manifestato un riconoscimento agli operatori ed hanno compreso che bere non serve ad affermare la propria superiorità ma, al contrario, è indice di debolezza e incapacità di affermare se stessi. I giovani sono riusciti ad identificare il bere come atteggiamento che agevola il superamento di difficoltà di relazione e conferisce, apparentemente, sicurezza. Ciò li ha portati a comprendere che tale sistema non è sano. Parallelamente, ci sono state opinioni negative, poiché il nostro intervento è stato percepito come troppo paternalistico. I ragazzi si sono sentiti giudicati e hanno avvertito un clima di proibizionismo a causa del limite alcolemico.
PARS, per far fronte all'emergenza riguardante l'abuso di alcol, organizza anche gruppi di autoaiuto e seminari sull'argomento.
PARS ricerca volontari per l'U.M.T. e per l'aiuto allo studio per bambini e ragazzi nella zona di Civitanova Mrahce.