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La cooperativa Sociale PARS è presente all'interno di TG2 Storie, settimanale di approfondimento del TG2 con un servizio a cura di Lucio Brunelli. Clicca sull'immagine per visualizzare il filmato.

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La dipendenza da hashish PDF Stampa E-mail

La cannabis deriva dalla pianta della canapa indiana.
Si presenta come materiale scuro, compatto, aromatico (hashish, “fumo”) o come foglie secche (marijuana, “erba”).
Normalmente viene fumata, ha effetto in 15 minuti che dura per qualche ora.
Rilassante, euforizzante, leggermente allucinogena.
Fa venire fame, dilata la sensazione del tempo, rende sospettosi, rallenta i riflessi ma tu ti senti più veloce.

Può provocare ansia, cali di pressione fino allo svenimento.


Provoca “deja vù” e “false illuminazioni”: idee che sembrano profonde ma delle quali ci si dimentica completamente.
L’hashish viene tagliato con mille schifezze: paraffina, fango, pomata per le scarpe, etc; per accelerare i tempi del raccolto alcuni trafficanti seccano le piante con ammoniaca (o urine umane e non) e l’effetto è come un sasso in mezzo al petto, con difficoltà a respirare.

 

Provoca dipendenza psicofisica.

L’uso continuato fa perdere la memoria, favorisce disturbi psichici (delirium, disturbo psicotico, d’ansia e attacchi di panico, allucinazioni), deterioramento della personalità, provoca la cosiddetta “sindrome demotivazionale”: sei distratto, non riesci a fare progetti, non ti importa niente di nulla e non fai nulla per risolvere i tuoi problemi.
Per assunzione prolungata: danneggia il sistema riproduttivo, causa malattie respiratorie (tossicroniche, bronchite ed asma, modificazioni precursori di neoplasie polmonari), rischio di tumori maligni alle vie respiratorie e digestive, difetti congeniti e rischi di leucemia in bambini nati da donne che hanno usato la cannabis in gravidanza (o semplicemente esposti).